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Risposta alle domande frequenti sulla tricopigmentazione
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Domande frequenti

Il panorama della tricopigmentazione è in continua evoluzione, cambiano tecniche, pigmenti, aghi e possibilità d’applicazioni. In questa pagina aggiorneremo costantemente la sezione domande e risposte per permettervi d’essere sempre al corrente di eventuali evoluzioni.
Come viene eseguita la Tricopigmentazione?

Generalmente, il trattamento necessita un massimo di 3 sedute, fino al raggiungimento dell’effetto desiderato. In seguito verranno effettuati dei ripassi, 1 o 2 volte all’anno, per il ripristino e il mantenimento del risultato, essendo i pigmenti riassorbibili. La durata delle prime sedute può variare da un minimo di 1 ora ad un massimo di 3, a seconda dell’ampiezza della zona da trattare, mentre quelle per il mantenimento hanno una durata inferiore. Ricordiamoci che ogni specialista esegue la tricopigmentazione con sensibili differenze tecniche.

Come avviene il processo di riassorbimento del pigmento?

Il pigmento è sottoposto a un processo di centrifugazione e di incapsulamento. In questo modo i metalli non entreranno mai in contatto con la pelle e non vi sarà alcuna reazione allergica. La fase successiva è quella del filtraggio. Solo le polveri con una dimensione inferiore ai 15 micron sono selezionate e andranno a costituire il pigmento specifico. Questo perché i macrofagi del sistema immunitario hanno una dimensione di 20 micron e sono in grado di fagocitare solo i corpi estranei la cui dimensione è inferiore alla propria. Da qui è possibile evincere che le polveri che compongono i pigmenti permanenti presentano una dimensione maggiore di 20 micron (generalmente 30 micron) e non possono essere fagocitate dai macrofagi del sistema immunitario.

Quanto costa?
Il costo dipende dalla complessità del trattamento e dall’area da trattare. Da un minimo di 400 Euro ad un massimo di 1.000 Euro
E’ dolorosa?
Il trattamento solitamente non è doloroso anche se il trauma creato dall’ago è superficiale e l’eventuale sensazione di fastidio è del tutto sopportabile. Non è necessaria alcuna anestesia. Proprio per la poca invasività, non vi è alcun periodo di convalescenza. È possibile tornare alle proprie attività appena concluso il trattamento. Per una settimana sarà necessario evitare l’esposizione a raggi UV, cloro, salsedine, sudorazione eccessiva, e utilizzare uno shampoo e un siero specifici per favorire la corretta stabilizzazione del pigmento e offrire alla cute una protezione dai batteri.
Il pigmento utilizzato è uguale a quello del tatuaggio?

No, la struttura molecolare del pigmento specifico per la tricopigmentazione è diversa da quella utilizzata per il tatuaggio classico; i pigmenti biodegradabili e riassorbibili hanno un peso inferiore a 15 micron e quindi in grado di essere fagocitati dall’organismo.

Rispettano la normativa vigente ResAP 2008.

Crea danni ai capelli assotiliati o ai bulbi piliferi?

L’ago va a depositare il pigmento in una zona molto più superficiale rispetto al follicolo pilifero e, pertanto, non crea problemi; questo a patto di rivolgersi a professionisti riconosciuti e qualificati.

È possibile proseguire con lozioni o altri rimedi per il diradamento?

Trattamenti come minoxidil o finasteride topica possono essere continuati, a patto che vengano sospesi una decina di giorni prima e dopo la seduta di tricopigmentazione. Non è necessario rinunciare nemmeno ai concelears, come ad esempio le microfibre di cheratina, a patto però che si rispettino le precauzioni pre e post seduta.

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